Luglio 8

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Definito il tetto di spesa per gli appartamenti nel Bonus Barriere Architettoniche


La circolare fiscale sui bonus edilizi: chiarimenti che colmano il vuoto normativo e risolvono le incertezze

Bonus barriere architettoniche: chiarimenti sul tetto di spesa per gli appartamenti secondo la Circolare 17/E/2023 del Fisco

Il bonus barriere architettoniche è una detrazione fiscale del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti. Tuttavia, la normativa ha generato alcuni dubbi a causa di una formulazione incompleta.

Per risolvere questa situazione, l’Agenzia delle Entrate ha emesso la Circolare 17/E/2023, che fornisce spiegazioni ai contribuenti che hanno effettuato interventi agevolati con i bonus edilizi, inclusi il bonus barriere architettoniche, e devono compilare la dichiarazione dei redditi.

In particolare, due dubbi riguardano i lavori negli appartamenti e il tetto di spesa del bonus barriere architettoniche. Secondo la normativa, i limiti di spesa sono i seguenti:

50.000 euro per gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari indipendenti con accesso autonomo dall’esterno;

40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari negli edifici composti da due a otto unità;

30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari negli edifici con più di otto unità.

Questa formulazione può generare incertezze in quanto la prima soglia si riferisce ai lavori effettuati nelle unità immobiliari indipendenti, mentre le ultime due soglie si applicano ai lavori sulle parti comuni degli edifici plurifamiliari. Tuttavia, non è presente alcun riferimento alle unità immobiliari non indipendenti, come gli appartamenti in condominio.

Ciò solleva due domande: i lavori effettuati negli appartamenti in condominio sono ammissibili per il bonus barriere architettoniche? In caso affermativo, qual è il tetto di spesa applicabile?

Secondo la Circolare, l’Agenzia delle Entrate afferma che i lavori effettuati negli appartamenti in condominio possono beneficiare del bonus barriere architettoniche con un tetto massimo di 50.000 euro, come nel caso delle unità immobiliari unifamiliari.

È importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate ha già chiarito in precedenza che i lavori negli appartamenti possono rientrare nel bonus barriere architettoniche, a condizione che siano rispettati i requisiti stabiliti dal DM 236/1989 sul superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Le risposte fornite l’anno scorso dall’Agenzia non hanno affrontato la questione del tetto di spesa, che è stata risolta con l’ultima circolare.

Per quanto riguarda il funzionamento del bonus barriere architettoniche, è importante ricordare che la detrazione fiscale del 75% sarà valida fino al 31 dicembre 2025. La detrazione deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo. Il beneficiario ha la possibilità di scegliere tra lo sconto in fattura o la cessione del credito. Nel caso di decesso del beneficiario o trasferimento dell’immobile, la detrazione non può essere trasferita.

I beneficiari del bonus barriere architettoniche possono essere persone fisiche, condomìni o imprese. Non è necessario che nell’edificio oggetto dei lavori siano presenti persone con disabilità.

Nel caso di lavori condominiali, le delibere devono essere prese con una maggioranza semplificata rappresentante un terzo del valore millesimale dell’edificio.

Tra gli interventi agevolabili rientrano l’automazione degli impianti degli edifici, la sostituzione degli impianti (compresi i costi di smaltimento e bonifica dei materiali), e gli interventi conformi ai requisiti stabiliti dal DM 236/1989.

L’Agenzia delle Entrate, nella sua ultima circolare, richiama quanto già spiegato nel 1998 (con la Circolare 57/1998), confermando che gli interventi quali la sostituzione di finiture, il rifacimento o l’adeguamento degli impianti tecnologici, la ristrutturazione delle scale e degli ascensori, l’installazioneRiformulazione: Bonus barriere architettoniche: chiarimenti sul tetto di spesa per gli appartamenti secondo la Circolare 17/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate

Il bonus barriere architettoniche offre una detrazione fiscale del 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti. Tuttavia, la normativa ha sollevato alcune incertezze a causa di una formulazione incompleta.

Per risolvere questa situazione, l’Agenzia delle Entrate ha emesso la Circolare 17/E/2023, che fornisce spiegazioni ai contribuenti che hanno beneficiato dei bonus edilizi, incluso il bonus barriere architettoniche, e devono compilare la dichiarazione dei redditi.

In particolare, due punti di incertezza riguardano i lavori negli appartamenti e il tetto di spesa del bonus barriere architettoniche. Secondo la normativa, sono previsti i seguenti limiti di spesa:

50.000 euro per gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari indipendenti con accesso autonomo dall’esterno;

40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari negli edifici composti da due a otto unità;

30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari negli edifici con più di otto unità.

Questa formulazione può generare incertezze poiché la prima soglia si riferisce ai lavori effettuati nelle unità immobiliari indipendenti, mentre le ultime due soglie si applicano ai lavori sulle parti comuni degli edifici plurifamiliari. Tuttavia, non viene menzionato alcun riferimento alle unità immobiliari non indipendenti, come gli appartamenti in condominio.

Ciò solleva due domande: i lavori effettuati negli appartamenti in condominio sono ammissibili per il bonus barriere architettoniche? In caso affermativo, qual è il tetto di spesa applicabile?

Secondo la Circolare, l’Agenzia delle Entrate afferma che i lavori effettuati negli appartamenti in condominio possono beneficiare del bonus barriere architettoniche con un tetto massimo di 50.000 euro, come nel caso delle unità immobiliari unifamiliari.

È importante ricordare che l’Agenzia delle Entrate ha già chiarito in precedenza che i lavori negli appartamenti possono rientrare nel bonus barriere architettoniche, a condizione che siano rispettati i requisiti stabiliti dal DM 236/1989 sul superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Le risposte fornite dall’Agenzia l’anno scorso non hanno affrontato la questione del tetto di spesa, che è stata risolta con l’ultima circolare.

Per quanto riguarda il funzionamento del bonus barriere architettoniche, ricordiamo che la detrazione fiscale del 75% sarà valida fino al 31 dicembre 2025. La detrazione deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo. I beneficiari possono scegliere tra lo sconto in fattura o la cessione del credito. Nel caso di decesso del beneficiario o trasferimento dell’immobile su cui sono stati effettuati i lavori, la detrazione non può essere trasferita.

I beneficiari del bonus barriere architettoniche possono essere persone fisiche, condomini o imprese. Non è necessario che nell’edificio oggetto dei lavori siano presenti persone con disabilità.

Per i lavori condominiali, le delibere devono essere prese con una maggioranza semplificata che rappresenta almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio.

Tra gli interventi agevolabili rientrano l’automazione degli impianti degli edifici, la sostituzione degli impianti (compresi i costi di smaltimento e bonifica dei materiali) e gli interventi conformi ai requisiti stabiliti dal DM 236/1989.

Con l’ultima circolare, l’Agenzia delle Entrate richiama quanto già spiegato nel 1998 (con la Circolare 57/1998), confermando che rientrano tra gli interventi agevolabili la sostituzione di finiture, il rifacimento o l’adeguamento degli impianti tecnologici, la ristrutturazione delle scale e degli ascensori, e l’installazione di rampe interne ed esterne agli edifici, servoscala o piattaforme elevatrici.