Luglio 21

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Principio dell’Equo Compenso e Codice Appalti: il Cnappc solleva criticità e chiede allineamento


Il Consiglio Nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) ha manifestato preoccupazione riguardo al disallineamento tra il principio dell’Equo Compenso e il Codice Appalti, che è entrato in vigore il 1° luglio. Secondo i professionisti, l’attuale formulazione del Codice Appalti (D.lgs. 36/2023) non garantirebbe una tutela adeguata dell’Equo Compenso, e ciò potrebbe comportare gravi conseguenze per il settore.

Una delle principali questioni di preoccupazione riguarda le modifiche apportate dal nuovo Codice Appalti in materia di livelli di progettazione. A partire dal 1° luglio 2023, le gare d’appalto richiedono solo due livelli di progettazione: il progetto di fattibilità tecnico-economica e il progetto esecutivo. Questa riduzione è stata giustificata con l’obiettivo di semplificare e accelerare i tempi di procedura. Tuttavia, secondo la legge sull’Equo Compenso (L. 49/2923), il calcolo dei compensi si basa ancora sul Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016), che fa riferimento a tre livelli di progettazione anziché due.

Inoltre, i professionisti sono preoccupati dalla possibilità, prevista dal Codice Appalti, di affidare incarichi a titolo gratuito in casi eccezionali non specificati, il che potrebbe comportare un indebolimento della remunerazione professionale.

Il Cnappc sostiene che il principio dell’Equo Compenso abbia segnato una svolta nei rapporti tra privati, Pubblica Amministrazione e professionisti. Tuttavia, evidenzia le contraddizioni con il Codice Appalti, definendolo “un arretramento e non certo un’innovazione nel sistema di affidamento dei servizi di progettazione”.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti richiede un intervento tempestivo per correggere queste criticità e allineare il Codice Appalti ai principi dell’Equo Compenso. Questo permetterebbe di valorizzare e garantire la qualità del progetto e delle prestazioni professionali, adeguando gli strumenti normativi alla realtà del settore.

Il Cnappc sottolinea l’importanza del concorso di progettazione e del ruolo centrale del progetto rispetto all’offerta economica, evidenziando che quest’ultima non rappresenta una garanzia sufficiente né per la qualità delle proposte progettuali né per l’esecuzione dell’opera. Propone, invece, che l’offerta economica possa riguardare sconti percentuali sul compenso al fine di garantire la concorrenza e il rispetto delle direttive europee.

La problematica del disallineamento tra il principio dell’Equo Compenso e il Codice Appalti è stata sollevata già durante la fase di approvazione del Codice. Le Commissioni Ambiente di Camera e Senato, nel loro parere inviato al Governo lo scorso febbraio, avevano richiesto un periodo transitorio per la progettazione, durante il quale sarebbe stato necessario aggiornare il Decreto Parametri.

Anche altri esponenti del mondo delle professioni, come il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e l’Oice, hanno evidenziato l’incoerenza tra il metodo di calcolo dei compensi e le disposizioni del Codice Appalti, inclusa la possibilità di affidare incarichi gratuitamente, sottolineando il rischio di una frenata della domanda pubblica.

In conclusione, l’allineamento tra il principio dell’Equo Compenso e il Codice Appalti è una questione cruciale per garantire la stabilità e lo sviluppo del settore delle professioni tecniche, e pertanto richiede una soluzione immediata al fine di favorire la ripresa economica del Paese, anche in vista dell’utilizzo delle risorse del Pnrr e dei Fondi europei.