Luglio 31

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Principio di sussidiarietà nella PA, razionalizzazione titoli abilitativi e regolarizzazione difformità edilizie: le proposte degli Ingegneri


Il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha presentato al coordinatore della Commissione per la revisione del Testo Unico per l’Edilizia, Walter Lupi, una serie di proposte per migliorare l’efficienza e la semplificazione nel settore edilizio. L’incontro, che si è svolto il 26 luglio presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha visto la partecipazione del Presidente Angelo Domenico Perrini, del Vice Presidente Elio Masciovecchio e del Consigliere Irene Sassetti, delegata all’edilizia ed urbanistica e coordinatore del Gruppo di Lavoro del CNI dedicato a questa tematica, oltre a una rappresentanza degli ordini provinciali (federazioni regionali) sia in presenza che da remoto.

Il CNI ha posto l’accento sul principio di sussidiarietà nella collaborazione con la Pubblica Amministrazione, cercando di favorire un rapporto più sinergico tra gli ordini professionali e gli enti pubblici. Questo approccio mira a ridurre il carico di lavoro degli Uffici comunali, regionali e di altri enti coinvolti nei processi edilizi, garantendo al contempo un’efficace supervisione durante il procedimento amministrativo.

Una delle proposte chiave riguarda la revisione dei titoli abilitativi, mirando a una razionalizzazione che dia maggiore certezza del diritto ai professionisti e agli operatori del settore edilizio. Si auspica che una gamma più ampia di interventi possa beneficiare dei titoli edilizi non provvedimentali e autocertificabili dai professionisti, come ad esempio la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), con la possibilità di utilizzare una conferenza dei servizi semplificata quando necessario ottenere il nulla osta dagli enti preposti alla tutela. Questo favorirebbe tempi certi e perentori nei procedimenti.

Un altro aspetto critico affrontato è la regolarizzazione delle piccole difformità edilizie riscontrabili in molti edifici esistenti. La normativa attuale riguardante l’accertamento di conformità è stata considerata inefficace, causando una “doppia conformità” urbanistica ed edilizia che rende difficile la regolarizzazione delle difformità, anche quando di natura formale. Questa situazione impedisce la messa in regola di una parte significativa del patrimonio edilizio nazionale, negando la possibilità di apportare lavori di manutenzione, ristrutturazione, miglioramento sismico ed efficientamento energetico, nonché l’accesso agli incentivi fiscali.

Il CNI ha chiesto che la revisione del Testo Unico per l’Edilizia giunga a una soluzione che permetta finalmente di regolarizzare la gran parte degli edifici, i quali presentano piccole difformità risalenti nel tempo.

La Commissione si riunirà nuovamente nel mese di settembre per raccogliere tutti i contributi e le proposte, al fine di elaborare una sintesi per l’attuazione di queste importanti modifiche legislative nel settore edilizio.