Luglio 8

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Riparte la Revisione del Testo Unico dell’Edilizia


Ingegneri al lavoro per un nuovo testo del Testo Unico Edilizia: Semplificazioni e superamento della normativa precedente. La bozza del Ministro Salvini prevista per metà luglio.

Processo di revisione del Testo Unico Edilizia: Riforma del DPR 380/2001

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha dato il via al processo di revisione del Testo Unico Edilizia, che condurrà alla riforma del DPR 380/2001. Durante una recente riunione presso la sede del Consiglio, il Gruppo di Lavoro coordinato dalla Consigliera Irene Sassetti ha discusso le modifiche proposte per il Testo Unico Edilizia, che sarà rinominato Testo unico delle Costruzioni.

Alla riunione ha partecipato anche Giovanni Cardinale, ex Vice Presidente del CNI, che ha seguito l’iter che ha portato alla bozza di legge del nuovo Testo Unico Edilizia nella precedente consiliatura.

Gli ingegneri che compongono il Gruppo di Lavoro, insieme al Consiglio Nazionale presieduto da Domenico Perrini, ritengono che la riforma dell’attuale Testo Unico Edilizia sia necessaria e sperano che venga finalmente realizzata dopo anni di discussioni e lavoro svolto dai rappresentanti degli ingegneri in collaborazione con Ance, Anci, Regioni e Province a statuto speciale.

Inoltre, il CNI ritiene opportuno che la nuova disciplina sia approvata come Legge anziché come DPR, in modo che agisca davvero come un vero Testo Unico, cancellando la normativa precedente e semplificando l’attività dei professionisti.

Nelle prossime settimane, il Gruppo di Lavoro analizzerà la bozza del Testo Unico Edilizia e proporrà eventuali integrazioni sui principi e sugli allegati.

Revisione del Testo Unico Edilizia: La bozza del MIT a metà luglio

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha recentemente espresso il suo sostegno alla revisione del Testo Unico Edilizia durante il suo intervento a ‘100 Anni di Professione’, una serie di eventi organizzati dall’Ordine degli Architetti di Roma per celebrare il centenario della professione di Architetto e Ingegnere.

Salvini ha invitato i partecipanti a recarsi presso il Ministero tra la fine di giugno e la prima metà di luglio, poiché si stanno raccogliendo proposte, suggerimenti e riflessioni per avviare un primo confronto sulla bozza del testo di riforma del DPR 380/2001 entro metà luglio.

I tentativi di modifica del Testo Unico Edilizia

L’attività del Gruppo di Lavoro del CNI si basa sul lavoro svolto negli ultimi anni, come illustrato da Giovanni Cardinale, che fa parte anche della commissione relatrice presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Nel 2018, è stato istituito il primo tavolo di lavoro composto da Ministeri, Conferenza delle Regioni e Rete delle Professioni Tecniche. Nonostante un cambio di governo durante l’anno, il confronto è proseguito, con l’obiettivo di creare uno strumento normativo chiaro anziché apportare semplici modifiche normative.

La necessità di semplificazione è diventata ancora più evidente durante la pandemia. Nel marzo 2020, la Rete delle Professioni Tecniche ha presentato proposte al Ministero delle Infrastrutture, tra cui la semplificazione delle procedure di demolizione e ricostruzione e la riduzione del contributo di costruzione.

A giugno 2020, il tavolo tecnico ha annunciato lo sviluppo di un testo che prevedeva la riduzione dei titoli abilitativi, l’eliminazione dell’autorizzazione sismica preventiva e l’istituzione del fascicolo del fabbricato.

Nel dicembre 2020 è stata formulata la ‘Disciplina delle costruzioni’, un testo di 140 articoli mirato a garantire la resistenza, la stabilità, la sostenibilità e l’accessibilità delle costruzioni. Nel 2021, l’ex senatore del M5S, Gianni Pietro Girotto, ha sollecitato l’avvio della discussione parlamentare su questo testo.

Tuttavia, il destino della ‘Disciplina delle costruzioni’ si è incrociato con un disegno di legge delega per il riordino normativo in materia di costruzioni presentato nel 2020 da Agostino Santillo, allora senatore del M5S. Nonostante l’inizio del percorso legislativo un anno dopo, a giugno 2022 il testo era ancora fermo presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato.

Con il cambio di legislatura, tutti questi progressi sono stati rimessi in discussione.